Hydra, δε βαριέσαι

«Non puoi venire in Grecia senza vedere almeno un’isola!»
Come darle torto? Celeste è arrivata ad Agios Dimitrios tre giorni dopo di me. Ma aveva già predisposto ogni particolare, in modo che mamma, nonna, zia e cuginetta mi ospitassero come si deve. E l’ospitalità, “come si deve” in Grecia, è strepitosa. Colazione pronta sul tavolo la mattina appena sveglia, letto fatto, pranzo e a cena (e che pranzi e cene!) serviti, contro ogni mio tentativo di aiutare, di ringraziare, di rendermi utile. No way, in Grecia l’ospite è un pascià, funziona così, perché ci saranno altri modi, altri tempi e altri viaggi per ricambiare.

Hydra, Greece, July 2014

Hydra, Greece, July 2014

Agios Dimitrios è un piccolo paesino di campagna, a qualche chilometro da Livadeia, nella Grecia centrale. Appena prima di arrivarci, c’è un albero in mezzo alla strada: è cresciuto lì e le due corsie scorrono ai lati. Tutt’attorno, come fosse una vallata, anche se invece è una pianura, catene montuose. In meno di un’ora, in macchina si arriva anche al mare, e in un’ora e mezza a Delfi, magica infinita Delfi, l’ombelico del mondo, il Centro. Per quanto poco usuale come destinazione “turistica” – appunto, bene così – la vacanza qui è splendida, i colori della luce, dei paesaggi, i modi cordiali della gente, energia buona e serenità.

Ma non si può venire in Grecia senza vedere almeno un’isola! La mamma ci consiglia Hydra. A me già il suo nome basta per convincermi, anche se sembra essere un luogo caro e molto “turistico” – mi sembra quasi una parolaccia, ormai.

Hydra, Greece, July 2014

Hydra, Greece, July 2014

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