Roofs of Rome

Painting on walls is getting more and more amazing :)

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Romics Cosplay

Cosplay at International Comics Festival Romics, in Rome.

Pictures published at LaRepubblica.it

©Elena Mantovan

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Tre Allegri Ragazzi Morti & Sick Tamburo Team Up @ Atlantico Live Club

Roma, 13 dicembre 2014

©Elena Mantovan

Fusione alchemica

«Lascia sta’! Meglio che me sto zitto!»

Seduti all’ombra Gaetano e Angelo aspettano l’ora di pranzo. Romani dalla nascita, non hanno un lavoro, e tra poco andranno alla Caritas di Colle Oppio per il loro unico pasto quotidiano. Sono senza tetto, molto spesso dormono proprio qui. «Questa piazza non è mai stata un gran bel posto», spiega Gaetano. «Una volta piazza Vittorio era un ritrovo per gay, e forse era meglio, perché adesso è diventato un ritrovo di rumeni, africani, zingari e barboni! Quelli so’ solo capaci di bere, di rubare e di spacciare!». Dicono che i romani per bene non ci vengono, e tra poco neanche più i cinesi lo faranno, nonostante il quartiere Esquilino lo chiamino la Chinatown romana. «Io un bambino qua non ce lo porterei mai, è un posto brutto!».

Ma i bambini ci sono, giocano a basket, e ci sono turisti, e famiglie, gente che porta a spasso i cani.

Salta subito all’occhio la molteplicità di etnie, culture, provenienze: la gente che cammina nella piazza e nel quartiere ricorda quasi quella che gravita attorno ad una stazione. Qui la gente ci lavora, ci passa il tempo, ci vive. Dai negozi gestiti da cinesi ai ristoranti indiani, dai kebabbari ai venditori ambulanti. Apparentemente una fusione perfetta di mondi. Continue reading

«age», CollettivOCinetico al Teatro Vascello

Due anni fa abitavo a Ferrara. Un bel giorno si trasferì nel mio palazzo una coppia di ragazzi, il che già era un evento, dato che l’età media era, a parte il nostro appartamento studentesco, parecchio elevata. Il nome che scrissero sul campanello era un enigma: «Collettivo Cinetico», c’era scritto. Iniziarono a ristrutturare, sistemare, spostare, abbellire, erano gentili e cordiali, e avevano una bull terrier che mi si avvicinava docile, in cerca di coccole, ogni volta che ci si incontrava in cortile.

Un giorno me ne andai a far due passi in piazza Trento Trieste, e il Collettivo Cinetico si stava esibendo in «XD – vignette sfuse per uso topico», una performace urbana, con supereroi bendati, corpi seminudi in passamontagna, vignette di fumetti fuori dall’ordinario in giro per la città.

Dopo due anni, eccoli qui, a Roma, al Teatro Vascello, con <age>, uno spettacolo intitolato in omaggio a John Cage, e all’età degli attori.

Il palcoscenico è vuoto, buio. In silenzio, un oggetto per volta, si costruisce la scena, mano a mano che i nomi degli oggetti vengono proiettati sulla ribalta, fino all’arrivo dei nove «esemplari», i teenagers protagonisti della pièce, seduti su due panche al lato sinistro, in attesa di istruzioni. Parte l’Aria sulla quarta coda di Bach.

Gli esemplari conoscono le regole, ma le istruzioni da seguire sono diverse, ogni volta, quindi non si vede mai lo stesso spettacolo. Le istruzioni vengono proiettate e si succedono al suono di un gong. E gli adolescenti si esprimono, ognuno secondo la propria, singolare, personale modalità, a interpretare sé stessi, in tipologie umane, modelli di comportamento, formazioni collettive.

Sottile, divertente, arguto, magistrale.

Grazie a Francesca Pennini, Angelo Pedroni e al Collettivo Cinetico, che torneranno presto a Roma con il loro Amleto.

Opening “Doorway to identity” @Rossmut Gallery

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©Elena Mantovan

30 Oct 2014 – Brandon Boyd, il front man degli Incubus, all’inaugurazione della mostra “Dorway to Identity” presso la Rossmut Gallery di via dei Vascellari, 33.

Una fila lunghissima, e non ero in lista per entrare. Un post su Facebook visto di sfuggita, ho deciso all’ultimo momento di passare, senza sapere bene cosa e chi avrei trovato. Ma con un po’ di pazienza – e una macchina fotografica – si va dappertutto. Brandon gentile e cordiale, firma autografi, saluta i fan, si fa fotografare, esce meravigliato per dare un’occhiata a quanta gente è arrivata per vedere lui e i suoi acquerelli. Al suo fianco, incantevole, Baelyn Neff.

E così scopro anche Marco Pisanelli, o Seven Moods e la sua arte.

Fantastici, entrambi.

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Il primo post è sempre il più difficile, perchè uno non sa mai da dove cominciare. Ma si comincia sempre, il mondo comincia ogni giorno, appena ti svegli, e c’è sempre tanta di quella roba da fare, da immaginare, da creare, da vedere, da conoscere, da leggere, da imparare che il tempo per scrivere è sempre troppo poco. Anyway, ci provo.

Ho finito da due mesi un Master in Reportage di Viaggio. Sono stata in Grecia per il mio progetto personale di fine Master, e ci sto lavorando duro per vedere se poi ne viene fuori una pubblicazione. Ora sono a Roma e collaboro con lo staff per l’organizzazione del Festival della Letteratura di Viaggio. Scrittori, giornalisti, fotografi, disegnatori, tutti lì, in quattro giorni di stimoli e meraviglie.

E Roma continua ad essere sempre un viaggio, da maggio, quando sono arrivata, da quando alzo la persiana della stanza che si affaccia su un cortile della Prenestina, a quando chiudo la porta ogni sera. In mezzo ci stanno autobus che non passano mai o che non si fermano alle fermate, gente che viene da tutto, e dico tutto, il mondo, per un motivo o per un altro, scorci spettacolari, decadenti, pittoreschi, sporchi, sfavillanti, antichità più o meno valorizzate e modernità più o meno avanzate (voglio la metro C, ragazzi!), pazzi che parlano da soli, barboni, turisti, burini, intellettuali, amici e maestri.

“Roma è la capitale del mondo! In questo luogo si riallaccia l’intera storia del mondo, e io conto di essere nato una seconda volta, d’essere davvero risorto, il giorno in cui ho messo piede a Roma.” Johann Wolfgang von Goethe

Da qui, comincio. Continue reading